π Pi greco: il teorema del delirio, Iris, ore 23,14.
Folgorante esordio, abbastanza leggendario, del 1998 di quel regista autenticamente visionario che è Darren Aronofsky, sì, l’autore di uno dei film migliori degli ultimi anni, Black Swan – Il cigno nero. Chi ha amato questo, non si perda quello. Anche perché Pi greco passa rarissimamente in tv ed è meglio non lasciarselo scappare. Vincitore al Sundance e in vari altri festival sparsi per il mondo, è la strana storia di un geniale matematico di nome Maximilian Cohen che crede nella bellezza dei numeri ed è convinto che tutto in natura sia segretamente regolato da leggi aritmetiche. Facendo leva sulle sue conoscenze, e sulla sua fede nelle cifre, cerca di scoprire la formula – oggi si preferisce dire più fighettamente algoritmo – che consenta di predire le oscillazioni in Borsa. Ma non è che l’inizio di un viaggio parecchio complicato. Da una parte un’azienda di Wall Street cerca di impossessarsi delle sue ricerche minacciandolo, dall’altra un gruppo di ebrei ultraortodossi studiosi della Torah ritiene che la stringa di numeri messa a punto da Maximilian abbia a che fare con un segreto religioso andato perduto dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Un action della mente che mescola e reinventa generi, ricavandone qualcosa di unico. In bianco e nero, girato con una frenetica macchina a mano che cerca di restituire ogni corpuscolo di realtà, anche psichica. Quello di Aronofsky è cinema che divide, che suscita da sempre entusiasmi o rifiuto. Io lo amo molto. Impossibile perdersi questo film straordinario che riesce a fare racconto e spettacolo di una materia ritenuta astrusa e fredda come i numeri, invece celebrati qui in tutto il loro potere simbolico, evocativo, sacrale, magico. Un film, anche, intriso di quella cultura ebraica cui Aronofsky appartiene.
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mi hai convinto :) mi è piaciuto tanto “Le mele di Adam”, stasera mi registro sicuramente anche questo !!! :) anche se Il cigno nero, ti dirò, l’ho li da vedere ma non riesce a coinvolgere il mio istinto….. :)
questo di Aronofsky è più tosto ed eccentrico delle Mele di A. Lui o lo si ama o lo si odia. Il suo The Fountain per me è un film formidabile, eppure è uno dei più stroncati degli ultimi vent’anni.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.