Michael Clayton, Iris, ore 21,05.
Del 2007, ha imposto definitivamente George Clooney tra i meglio attori di Hollywood (e per meglio si intende: i più bravi, i più pagati, quelli con più attrattiva sul pubblico), riscattandolo dalla dimensione televisiva in cui si era rivelato con E.R. Un legal thriller di solidissima fattura (regia e soporattutto sceneggiatura) fatto alla vecchia maniera, con un Clooney ex PM dalla dubbia morale che mette il suo know-how al servizio delle peggiori cause. Lavora difatti con uno studio legale con l’incarico di occultare e confondere le prove a carico di importanti clienti implicati in processi ad alto rischio (per loro). Finchè si ritrova alle prese con una company accusata di aver immesso sul mercato prodotti cancerogeni, e a quel punto si trova di fronte al classico bivio: aiutarli a farla franca, come gli chiede lo studio legale, o ribellarsi finalmente e passare dalla parte giusta? Clooney mette a punto qui la sua recitazione dell’ambiguità, della doppiezza, dei chiaroscuri che ritroveremo in Le Idi di marzo, e fornisce una prova eccellente. Tilda Swinton è la cattiva: si porterà a casa l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
-
Articoli recenti
- Renzo Piano da Oscar: progetterà il Museo dell’Academy a Los Angeles
- Dopo Cannes: 20 cose sul festival (dal sito di Myself)
- Festival di Cannes: così parlò MATTEO GARRONE dopo il gran premio della giuria
- Cannes, commento al Palmarès (vincitori e vinti): un verdetto conservatore, Reygadas a parte
- Festival di Cannes: LA PREMIAZIONE in diretta minuto per minuto
Archivi
Categorie
Meta
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.