Yankee – L’americano, Rai Movie, ore 2,40.
Eccolo, lo spaghetti-western girato da Tinto Brass nel 1966. Era così potente e di successo il genere pistole e pistoleri all’amatriciana, e così dispensatore di quattrini, da attirare parecchi nomi dell’allora cinema alto, da Florestano Vancini a Damiano Damiani a Franco Giraldi a Carlo Lizzani (che girò Requiescant con addirittura una comparsata di Pier Paolo Pasolini). Non si sottrasse nemmeno Tinto Brass al richiamo, un Brass ancora molto lontano dalla sua fase super erotica e in procinto di girare i suoi film pop-international (Col cuore in gola, Nerosubianco, L’urlo). Filma questo Yankee – L’americano – la vendetta del pistolero Philippe Leroy (allora al vertice della carriera) nei confronti di un Adolfo Celi particolarmente carogna – con il massimo impegno. Già i due interpreti poco adusi al genere indicano che Brass vuole tentare qualcosa di diverso dall’ovvio e dai codici già molto rigidi e chiusi dell’italian western. “Si vedevano i dettagli, la colt, lo sperone, cercavo di tradurre le tavole dei fumetto sullo schermo”, ha detto il regista. Che però si vide il film tagliato e rimontato dal produttore, tanto che decise di ritirare la firma e di disconoscere il tutto. Ma Yankee resta una extravaganza assolutamente da vedere e, comunque lo si prenda e lo si guardi, un western anomalo fortemente autoriale.
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