Un tranquillo week-end di paura, 7 Gold, ore 21,00.
Capolavoro di John Boorman del 1972. Quattro amici decidono di concedersi un week-end nella natura facendo rafting tra i selvaggi Monti Appalachi. Sarà la scoperta di un mondo brutale e primitivo e un incubo per tutti. Un avventuroso che diventa psycho-thriller che diventa horror. Un film capostipite che influenzerà molto cinema nei decenni successivi. Distruzione definitiva di ogni mitologia neo-rousseauiana di ritorno alla natura, ecologismi vari compresi. C’è Jon Voight, il papà di Angelina (da dove pensate che vengano quelle labbra?), e c’è un memorabile, iconico Burt Reynolds tutto testosterone, padre dei vari Rambo e fanatici di surviving che verranno. Quella scena del bambino cieco che suona il banjo sul ponte non la si dimentica più, ed è un pezzo di storia del cinema (e la musica pure). Finale da brivido, con quella mano che riaffiora dall’acqua. Sì, capolavoro, non ce n’è.
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Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Film bellissimo, però mi permetto di dissentire riguardo questa interpretazione classica, considerando anche le pellicole più recenti di Boorman. Per Boorman la natura non è assolutamente brutale e primitiva. L’uomo moderno, in questo hai ragione, non è in grado di operare questo regressum, mito di molte generazioni, ma non perché la natura sia matrigna, bensì perché non è l’uomo civilizzato a non essere più adatto, abituato, a superare ostacoli quali cascate etc. Inoltre loro credono appunto di poter tornare nella natura incontaminata, la natura allo stato primitivo, ma non è così: incontrano sul loro cammino due che di naturale non hanno proprio niente e ne pagano le conseguenze di questo loro pregiudizio. Jonh Boorman ha fatto l’errore di caratterizzare eccessivamente i due brutti ceffi, ma in ogni caso non possono rappresentare la natura: hanno due fucili e per di più sono sadici! Al massimo sono esseri più vicini allo stato di natura, ma che sono stati “civilizzati” solo per i lati negativi quali la perversione e l’aggressività…
Boorman ci tiene a far vedere che il bambino è sorprendentemente bravo a suonare il benjo, se non più bravo, nonostante sia così più vicino di loro alla famosa natura, lo è sorprendentemente perché non ci si aspetta ciò da persone meno civilizzate da noi… niente di aggressivo e bruto, anzi, la raffinatezza dell’improvvisazione musicale addirittura!
Scusa nel primo commento c’è un “non” di troppo: volevo semplicemente dire “è l’uomo a non essere più adattato…etc” :)
the wonderful zardoz: sito boormaniano? se clicco mi dà però inesistente
guarda non esiste più quel blog: non so di preciso i meccanismi di rimozione di vecchi domini, però ora il blog è quello che trovi cliccando l’avatar. cmq sì, è proprio così!
Scusa, ho capito solo ora che il link al blog non si apriva attraverso il mio avatar!
Se ti interessa il sito è questo, ma per ora non c’è nessuna recensione boormaniana solo una breve introduzione generica in alto, le recensioni sono di film recenti:
http://theemeraldforest.wordpress.com/