Affari sporchi, Retequattro, ore 23,50.
Ottimo noir del britannico Mike Figgis, appena approdato a Hollywood. Lurido e davvero sporchissimo come da titolo. Un poliziotto violento, avido, corrotto, manipolatore, puttaniere, che si nasconde dietro un’apparente irreprensibilità ed è invece una creatura infernale. Un altro agente, stavolta del dipartimento Affari interni preposto alle più delicate indagini su deviazioni e devianti al di dentro del corpo, che cerca di incastrare il collega-mostro. Film del 1990 in cui Richard Gere gigioneggia e giganteggia come villain in quella che è forse la miglior interpretazione della sua carriera, mentre Andy Garcia è il buono che gli dà la caccia. Niente di nuovo, se vogliamo, visto che il film si inscrive nel nutrito filone sui poliziotti corrotti, dal capostipite e paradigmatico Infernale Quinlan di Orson Welles arrivando a Il cattivo tenente n. 1 (di Abel Ferrara) e n.2 (di Werner Herzog), passando per il Denzel Washington, monumentale, di Training Day. E attenzione, è in arrivo sui nostri schermi – il 27 gennaio – un neopoliziottesco italico, ACAB, di Stefano Sollima, che vorrebbe aggiungerre qualcosa sul tema. Affari sporchi resta un buonissimo film, qua e là potente, ossessivo, e Mike Figgis, che è autore discontinuo però mai piatto e banale, ti fa respirare la presenza, la forza del Male. Non è davvero poco.
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