Torna a settembre, Iris, ore 22,51.
Ci sono film da vedere per motivi squisitamente extrafilmici, per come sanno raccontare il loro tempo o certi climi culturali o certi giudizi e pregiudizi. Perché sono un piccolissimo ma non insignificante spaccato di micro e macro storia, o almeno di antropologia. Rientra nella categoria Torna a settembre, 1961, commedia americana non delle maggiori ma di ottimo successo, con un tutt’altro che trascurabile nome alla regia quale Robert Mulligan. Anche uno dei molti film hollywoodiani di Gina Lollobrigida, che da quelle parti ebbe ottima e lunga carriera, con risultati al box office e di fama popolare forse superiori a quelli di Sofia (pardon, Sophia) Loren che, molto amata in America per le sue interpretazioni italiane, poi lì non riusciva a replicarsi agli stessi livelli. Lollobrigida, attrice non eccelsa (uno dei casi da manuale che ci fanno capire come talento d’attore e magnetismo da star sono spesso disgiunti) e appesantita da un sussiego spesso insostenibile, interpretò anche più di una commedia brillante – per quanto potesse esserlo lei, brillante – con Rock Hudson, allora anche partner privilegiato di Doris Day. Qui lui è il solito americano innamorato dell’Italia e di un’italiana, Lollo per l’appunto, il quale però vive gran parte del suo tempo in patria. Tornando dalle nostre parti per le vacanze, e in anticipo, scopre che la sua villa è stata trasformata dal suo custode in una sorta di albergo-studentato per giovani straniere, sicchè il nostro si ritrova circondato da femmine, e da ragazzotti all’assalto. Scopre pure che la Lollo fidanzata italica, stufa di aspettarlo, lo ha mollato e si è sposata con un altro. Segue tentativo di Rock di rconquistarsi Gina, e di preservare le ragazze dai rozzi giovanotti. L’Italia come la vedevano allora gli americani, terra di gente generosa e allegra e però anche infida. Mandolini, pasta, Lambretta (la guida Rock Hudson con Lollo dietro, a replicare e sfidare il mitologico giro in Vespa di Vacanze romane, ma non è la stessa cosa). Strapieno di stereotipi, vero, ma anche la dimostrazione che l’Italia allora era un paese cool che affascinava gli americani padroni del mondo, e con loro e dopo di loro il resto del mondo. Mica come oggi, che la nostra immagine è a terra e veniamo regolarmente battuti dalla Spagna, e a far da fondale esotico e erotico ai film americani ci sono altri paesi. Questo Torna a settembre arriva dopo il trionfo internescional della Dolce vita, dunque si chiamano ‘La dolce vista’ l’albergo e Lisa Helena Fellini il charachter della Lollobrigida (intanto nel di poco precedente Lo specchio della vita di Douglas Sirk la protagonista Lana Turner si accinge, lei famosa attrice, ad andare a Cinecittà a girare un film con il regista ‘Fellucci’). Ci sono due teen-idol di allora, la butirrosa Sandra Dee e il cantantattore Bobby Darin.
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Non sono d’accordo sul fatto che la Lollo non sia stata un’ottima attrice,brava non solo nel calarsi nei personaggi senza tanto cincischiare,ma brava anche nel ballo e nella danza.
Ma dire che la Lollo non è bravissima nei ruoli brillanti è una bestemmia.Ma per cosa l’hanno premiata con un Golden Globe,se non per il film Buona sera Mrs.Campbell,che si regge propio sulla sua vivacità interpretativa,sul suo senso ironico e sul suo carattere bersaglieresco.Ma stiamo scherzando oppure si tratta di una provocazione?