L’orca assassina, Rai Movie, ore 21,00.
Sbrigativamente e sprezzantemente liquidato a suo tempo (1977) dai critici della nostra stampa alta (alta?) come un sotto-Squalo, è un film che invece a me piace molto. Innanzitutto perché c’è Charlotte Rampling, ovvero una delle presenze femminili più interessanti del cinema del secondo Novecento, qui nel suo fulgore e con quel suo sguardo glaciale e quello sì assassino che mette i brividi (brividi di ogni tipo). E poi perché quell’aria plumbea da mare nordico, con i fari soli e desolati a illuminare sinistramente la scogliera, la gelida acqua salmastra sulla faccia, i silenziosi e sempre minacciosi pescatori di aringhe e merluzzo, i villaggi allungati verso acque ostili e insidiose, ha il suo indubbio potere fascinatorio. Naturalmente la storia è la perfetta illustrazione del titolo. In un villaggio di mare in una zona che ptrebbe essere Terranova, si aggira un’orca che non dimentica i torti subito e, come un umano e più che un umano, passa alla vendetta. Ci vorrà l’eroico Richard Harris per tenerle testa. Medio-ricca produzione americana con ampi contributi italiani, Luciano Vincenzoni e Sergio Donati per lo script, Ennio Morricone che fa Ennio Morricone. Ma è inutile che mi dilunghi in spiegazioni e giustificazioni: è un mio guilty pleasure, e basta.
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