Queste righe su Kirk Douglas sono un commento lasciato su questo blog da Till Neuburg, un lettore competente e, credo, assiduo. Ho pensato di ripubblicarle in questo post. (Grazie Till)
“Happy birthday to you – beloved Issur Danielovitch Demsky
Oggi 9 dicembre 2011, Kirk Douglas compie 95 anni.
http://www.ilpost.it/2011/12/09/kirk-douglas-ha-95-anni/kirk-douglas-2/
http://www.ilpost.it/2011/12/09/kirk-douglas-ha-95-anni/sbiffs-2011-kirk-douglas-award-for-excellence-in-film/
Ha recitato in 73 film. La media qualitativa della sua carriera è superbamente alta. I film veramente brutti o dove era fuori ruolo, erano pochi (forse il peggiore era “Brama di vivere” sulla vita di Vincent van Gogh).
I quasi capolavori erano almeno una ventina. I capolavori veri sono, secondo me:
“Lo strano amore di Marta Ivers” (un esordio potente in un bel noir del 1946 diretto da Lewis Milestone, con Barbara Stanwyck, Van Heflin e Lizabeth Scott, quando Douglas aveva già 30 anni).
Poi sono seguiti:
“Le catene della colpa” (Jacques Tourneur)
“Le vie della città” (Byron Haskin)
“Chimere” (Michael Curtiz)
“L’asso nella manica” (forse il miglior film di Billy Wilder)
“Pietà per i giusti” (William Wyler)
“Il grande cielo” (Howard Hawks)
“Il bruto e la bella” (Vincente Minelli)
“Il cacciatore di indiani” (André De Toth)
“Sfida all’O.K. Corral” (John Sturges) con Burt Lancaster
“Orizzonti di gloria” (Stanley Kubrick)
“Spartacus” (Stanley Kubrick)
“Solo sotto le stelle” (David Miller)
“I cinque volti dell’assassino” (John Huston)
“Uomini e Cobra” (Joseph L. Mankiewicz)
“Fury” (Brian De Palma) del 1978 – 33 anni fa!
Dopo ha girato ancora altri 13 film, ma forse è meglio dimenticarli.
Nell’elenco di sopra ho escluso “I Vichinghi” di Richard Fleischer, del 1958, che era un filmaccio yankee e quasi kitsch, ma lui e Tony Curtis si erano divertiti da matti – e così pure noi che allora eravamo ancora giovinastri piuttosto naïf.
Thanks a lot Kirk, tieni duro che il tuo primo secolo è vicino!
Insieme al grande Kirk, di quell’epoca sono sopravissuti in pochi: Mickey Rooney, Lauren Bacall, Eleanor Parker, Maureen O’Hara, Michèle Morgan, Esther Williams, Rhonda Fleming, le due sorelle arci-nemiche per tutta la vita Olivia De Havilland e Joan Fontaine… e infine la tremenda Doris Day della quale Groucho Marx diceva: “Conoscevo Doris Day molto prima che fosse vergine”.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Dialoghi e battute di “L’asso nella manica”:
Il reporter Charles Tatum (Kirk Douglas): “So come raccontare notizie grosse e notizie piccole. E quando di notizie non ce ne sono, esco per mordere un cane”.
Quando gli altri reporter volevano parteciare anche loro alla pacchia giornalistica e lo invitavano a passargli qualche notizia: “Siamo tutti nella stessa barca”. E Tatum: “Io sono nella barca. Voi siete nell’acqua. Ora vediamo se sapete nuotare”.
Oppure: “Le notizie cattive si vendono meglio. Perché quelle buone non sono notizie”.
Oppure ancora: “Oggi è una storia buona. Domani servirà solo a impacchettare del pesce”.
Il direttore del giornale a Tatum: “Bevi molto?”
Tatum: “Non molto – solo spesso”.
A Lorraine (Jan Sterling), la moglie platinata e cinica del povero diavolo che è bloccato in un cunicolo della cava: “Quando ti hanno tinto i capelli, devono averti scolorato anche il cervello”.
Lorraine: “Non vado in chiesa. In ginocchio mi si rovinano le calze”.
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Il film fu distribuito con due titoli diversi:
Appena dopo il lancio nelle sale, all’insaputa di Wilder “Ace in the hole” fu ribattezzato dalla produzione in “The big carnival”. Non era servito a niente perché al botteghino quel capolavoro sarebbe comunque rimasto un flop.