Psyco, Iris, h. 23,31.
Il secondo film della miniserata-Hitchcock in onda su Iris (alle 21,05 va in onda Marnie). C’è chi dice che la famosa scena della doccia di Psyco sia lo spartiacque tra il vecchio thriller e il contemporaneo cinema horror, quella che apre a nuove visioni di paura in cui l’autore non ha più scrupoli nel mostrare tutto il proprio sadismo.
L’efferatezza di Psyco, forse per la prima volta al cinema, non cerca più alibi e attenuanti, si presenta da sè, priva di ogni filtro. Davvero epocale questo film di Hitchcock, di cui tutto è già stato detto e raccontato, mille volte visto e però sempre capace di catturare. La fuga di Janet Leigh, il suo arrivo in quel sinistro motel, il timido Anthony Perkins/Norman Bates, la fine sotto la doccia, e quel gorgo dell’acqua, una delle invenzioni più geniali dell’intera storia del cinema. Stavolta, ed è insolito per Hitchcock, la soluzione del mistero e il chi-è-l’assassino arriva solo alla fine, ed è una delle rivelazioni più sconvolgenti che lo schermo ci abbia offerto. Il povero Anthony Perkins non si emanciperà mai più nella vita da Norman Bates, ne resterà per sempre schiavo: posseduto, esattamente come il suo personaggio, da un fantasma del passato.
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