Neppure lei si è sottratta all’imperativo di scrivere le proprie memorie, anche se l’ha fatto con garbo e senza sfrenati esibizionismi, come suo solito. Si chiama Momenti intimi (non proprio un gran titolo, va detto) il libro in cui Marisa Berenson – nipote del grande critico d’arte Bernard, modella, soprattutto attrice e icona anni Settanta – rievoca la propria storia, specialmente professionale, mettendo in ordine alfabetico personaggi conosciuti e storie vissute (tra le voci: Kubrick, Stanley – Visconti, Luchino – Warhol, Andy). Marisa Berenson ce la ricordiamo in particolare (anche se non solo) per mitici film a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, titoli da storia del cinema come Morte a Venezia di Visconti, Cabaret di Bob Fosse, Barry Lyndon di Stanley Kubrick. Con il tempo è diventata una solida, multiforme professionista. L’ultimo successo è Io sono l’amore di Luca Guadagnino, dov’è addirittura la suocera (non decrepita) di Tilda Swinton. Nei giorni scorsi era in tour italiano a presentare il libro, edito dal marchio fiorentino Barbes (Marisa Berenson è molto legata a Firenze, dove ha trascorso la prima parte dela sua vita). Quindi la prima presentazione è stata proprio lì, nella capitale (non chiamiamola capoluogo, per carità) toscana, poi è stata a Milano, alla Libreria Feltrineli di Via Manzoni. Questa foto è stata scattata proprio durante la sua visita milanese. Una Berenson fedele alla sua immagine di eleganza: qui veste Moschino.
A Firenze

Sono molto felice perchè la costumista Antonella Cannarozzi candidata all’oscar per il film “io sono l’amore” di Guadagnino ha fatto indossare alla Signora e attrice Marisa Berenson un paio di orecchini-bijoux disegnati e prodotti da me negli anni 90.
Sono contenta